Di come mi son innamorato di Londra

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La mia carrellata di foto anglosassoni si conclude qui, con quelle dell’ultimo giorno. Tutti gli altri gruppi sono partiti la domenica mattina presto, mentre noi italiani, grazie all’adorabile Alessandro (il nostro PR che si è preso cura di noi) siamo rimasti a londra per mezza giornata, liberi di girovagare assieme. Premettendo che a Londra non c’ero mai stato, il giorno prima mi aveva si stupito, ma non esaltato in modo trascendentale. Ok, è una splendida città, ma vista di fretta, dovendo pensare alle fotografie e dovendo fare un milione di cose, mi aveva lasciato relativamente indifferente. Eppure, in mezza giornata, tutto è cambiato. Perché quando sei libero di camminare, e di fare ciò che vuoi, capita che assapori le strade, assapori i colori delle bancarelle, guasti i sorrisi della gente che cammina attorno a te, e, se sei particolarmente fortunato, ti innamori. E passi tutto il viaggio di ritorno a ripensare a quella città, a ripensare alla tua infatuazione, a quanto già ti manca. Io credevo che Londra fosse una città frenetica, che non si ferma mai, fredda. E invece mi son ritrovato a viverla in una domenica soleggiata, silenziosa, e quasi poetica. E non saprei nemmeno dire che cosa abbiamo visto esattamente, perché eravamo senza meta, perché ci siamo persi per le strade di Soho, perché in fin dei conti, non importava assolutamente.

Devo tornare a Londra, perché mi sono innamorato.

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